2011 Islanda

Tour 2011 Verbania – Periplo Islanda – Verbania
Viaggio “Progetto Giovani San Vigilio”

data e luogo di partenza: 27 luglio 2011, Trobaso – Verbania
data e luogo di arrivo: 25 agosto 2011, Trobaso – Verbania
stati attraversati: Italia, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Germania, Olanda, Danimarca, Islanda, Belgio, Francia, Svizzera
km percorsi: 5.200
km orari: 18 di media
ore di bici: 292
pedalate: 1.138.800
tappe: 30
bici utilizzate: Milena Merida, Tiziano Specialized, Enzo Specialized, Franco Specialized, Gigi Bianchi
forature: 15

cartoline spedite: 550
ente benefico: CRIAQ, Croce Rossa Italiana – L’Aquila, Abruzzo
cifra devoluta: 3.000€

Guarda i nostri video sulla pagina youtube di mi&ti Onlus. 

Un piccolo racconto del nostro viaggio:

La scelta della meta è stata molto accurata, era un itinerario che desideravamo da molto tempo, dovuto al nostro amore per la natura selvaggia… in effetti noi siamo un po’ selvaggi. Al viaggio hanno partecipato anche tre amici, Enzo, Franco e Gigi, nostri amici di pedalate di Brescia, con i quali siamo soliti condividere parte dei tour e delle nostre esperienze.

Tutti e cinque abbiamo deciso di comune accordo di fare questo viaggio; siamo quindi partiti da Verbania il 27 luglio e abbiamo raggiunto Enzo, Franco e Gigi, a Brescia, poi siamo partiti tutti insieme alla volta dell’Islanda.

Il primo obiettivo è stato raggiungere Copenaghen. Partiti da San Vigilio  abbiamo superato Treviso, Gemona, Trevisio e siamo entrati in Austria, passando per Klagenfurt.
Ci divertiamo, siamo un bel gruppo di pazzi.
Il motto di Franco: “Io non son fesso però faccio il fesso così ti faccio fesso a te che sei fesso.”
Mentre Gigi ripete quando c’è qualcosa di interessante: “Per la Madonna!” 
Si pedala, fa freddo e a volte la pioggia ci accompagna per l’intera giornata.
Scolliniamo passi a 1500mt. e le gambe a volte tremano per lo sforzo. Superiamo Trebien, ed un altro passo, il Triebener Tauern Pass a 1274mt., Freistadt e ancora un’altra montagna Pyhmpass a 945mt., alcune sono dure con dislivelli sopra il 10%.
Votice, Mělník, raggiungiamo Praga dove Gigi ci raggiunge in aereo, per proseguire il viaggio tutti insieme.
Ora siamo al completo, 5 fuori di testa! E io l’unica donna.
Praga è molto affascinante come città, mi piace molto.
Usciamo dalla Repubblica Ceca, si prosegue con Zagan, Gorzow, a Rostock prendiamo il traghetto per Gedser in Danimarca. Prendiamo il traghetto appena in tempo alle 23,30 l’ultimo della giornata. Sbarchiamo all’1 e 15 di notte, ci sistemiamo sulle panchine per trascorrere la notte. Il giorno dopo di buon ora siamo sui pedali e dopo 168km arriviamo a CopenaghenDopo 2191km eccoci entrare all’aeroporto per fare un volo di 3h verso l’Islanda a Reykjavik.

Una volta arrivati in Islanda, per fare il periplo dell’isola, la partenza al mattino era sempre di buon’ora, si montava in sella e la temperatura toccava spesso  i -2°, -3° fino ad un massimo nell’arco della giornata di 7/10°, eravamo sempre coperti, con una tenuta quasi invernale. Molta pioggia e vento presi, ma il tutto è risultato un’avventura molto divertente con panorami mozzafiato.

Facciamo il periplo dell’isola in senso antiorario. La capitale è accogliente, a misura d’uomo.
Ci sistemiamo in un campeggio, controlliamo la cartina e le varie tappe che ci siamo prefissati.
La temperatura è quasi invernale, ben coperti ci infiliamo nelle nostre in attesa dell’alba e di proseguire la nostra avventura sui pedali.
Superiamo splendide cascate, paesaggi lunari, ghiacciai, vulcani…. ma prima di partire imbuchiamo le 726 cartoline, acquistando per 101.450 corone islandesi (equivalenti a 650€), i francobolli.
Pronti via per il periplo ad emozionarci in questa terra tanto selvaggia Selfoss, Vik, Hofn, Stafafell, uno sguardo all’immenso Hvannadalshnjúkur con i suoi 2118mt.
Pecore e cavalli punteggiano le praterie, le gabbianelle dal becco giallo e i gabbiani volteggiano in prossimità del mare. I nomi dei paesi sono impronunciabile almeno per me, le persone sono cordiali. Si può campeggiare liberamente, oppure dormire nelle scuole con pochi euro o piccoli ed accoglienti b&b.
La bellissima cascata di Skógafoss ci incanta, per l’immensa massa d’acqua e il salto.
Proseguiamo Laugar, Myvatn, qui miriadi di laghetti e milioni di zanzare, che ci obbligano a pedalare veloce. Un’altra meravigliosa e immensa cascata a Lyosav, e poi eccoci raggiungere Akureyri, la seconda città più grande dopo la capitale. Il periplo è quasi terminato, e le emozioni si accumulano giorno dopo giorno.
Fiordi incantevoli, scorci incredibili, come Flugumyri, Laugarbakki, Lambhagi, Borgarnes.
A Borgarfj il vento è così forte che dobbiamo scendere dalle bici, fatichiamo a spingerle, il vento ci butta a terra. Ultimi chilometri e siamo a Reykjavik.
Da qui un volo di 3h da Reykjavik ad Amsterdam, terza parte di questo fantastico viaggio, per pedalare altri km fino a Verbania.
In Islanda abbiamo percorso 1571 km, una terra dove ritorneremo. Amsterdam, che caldo dopo giorni di vento, freddo e pioggia.
Andiamo verso il confine belga per trascorrere un paio di ore nella bellissima Anversa.
Proseguiamo verso Waterloo, Anseremme, da qui in Francia costeggiamo il fiume Meuse e arriviamo a Dinant dove sul ponte ci sono coloratissimi e giganteschi sassofoni.
La strada è tutta un saliscendi con punte all’11%.
Stenay, Montras, Verdun qui andiamo a visitare il museo mondiale della pace.
Deliziose chambre d’hote coccolano i nostri corpi stanchi. A Neufchateau, passiamo vicino alla casa di Giovanna D’Arco.
Cornimont, Belfort, proseguiamo verso il confine svizzero superando St. Croix che si trova a 1100mt. In picchiata verso Yverdon-les-Bains, la cittadina dove sono nata.
Da qui a Verbania sarà una corsa unica: Lausanne, Vevey, Montreux, Martigny e così via!

giovedì, 25 agosto 2011, km202 h.12

Tappa: Martigny – Svizzera, Verbania – Piemonte

La notte che precede il nostro arrivo a Martigny è stata lunga, fredda e scomoda, un forte vento ha soffiato ininterrottamente, ma per fortuna la nostra posizione era riparata dal sottoscala di un edificio poco distante.

Un formicolio alle mani mi ha fatto compagnia per quasi tutta la notte.

Partiamo, arriviamo a Martigny, facciamo sosta in un bar per fare colazione poi ripartiamo verso Sion. Dopo qualche chilometro, Tiziano perde i pedalini della bici, si staccano letteralmente. Siamo tutti bloccati. Che fare? Faccio autostop e dopo una mezz’oretta un camionista si ferma, carichiamo la bici sul camion, salutiamo Tiziano, ci sentiamo arrivati a Sion, ok!

Arrivati a Sion lo intravvediamo dietro una vetrina dove è fermo con il camionista, ci dice che non c’è nessuno in grado di sistemargli la bici in poco tempo.

Il camionista lo accompagna fino a Sierre, dove anche qui, non trova nessuno che può sistemargli la bici in poco tempo, così decidiamo di rivederci a Briga.

Lui prende il treno ed arrivato a Briga, decide di chiamare Florido Barale, caro amico e proprietario di diverse ciclo-officine in Val d’Ossola. Lo mette in contatto diretto con un cliente, qui lascia la sua bici e lo rivediamo con un’altra bici.

Gli ultimi 20km prima di Briga sono stati tosti, un vento forte contro.

A Briga finalmente ci riuniamo tutti e cinque, facciamo sosta fuori da un supermercato, mangiamo qualcosa, poi finalmente affrontiamo la lunga salita verso il Passo del Sempione, 2005 m s.l.m., sono le ore 14,25 e fa un bel caldo.

Alle ore 18,15 siamo al Passo, è stata dura con il carico della bici, il caldo, ora ci sentiamo a casa, quasi!

Milena, di mi&ti

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